Olio e cereali nella dieta marchigiana, un elisir di lunga vita

Secondo l’Istituto Superiore di sanità la nostra è una delle regioni con il minor numero di obesi. Il merito, secondo il professore Nicolai, è dei marchigiani: “Mangiano bene e praticano attività fisica”

 

Lo stile di vita marchigiano è promosso a pieni voti. I dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità, provenienti dal Progetto Cuore, evidenziano come in Italia il 17% degli uomini e il 21% delle donne tra i 35 e i 74 anni è obeso mentre il 50% degli uomini e il 34% delle donne è in sovrappeso (questo significa che su 100 italiani adulti, 67 maschi e 55 femmine hanno problemi, più o meno gravi, con il proprio peso). La nostra regione, invece, insieme al Piemonte è quella con il minor numero di obesi (13% uomini e 15% donne).

Il merito?

“Dello stile di vita dei marchigiani – spiega il professor Albano Nicolai, direttore dell’Unità Operativa di Dietetica e Nutrizione Clinica degli Ospedali Riuniti di Ancona – : mangiano bene e con prodotti di qualità provenienti dalla filiera agroalimentare marchigiana; consumano spesso pasti a casa; praticano regolarmente attività fisica grazie al favorevole numero di palestre per abitanti e al territorio che favorisce passeggiate, walking e footing all’aria aperta”.

Stile di vita che ha permesso di avere tanti anziani più longevi…

“Certamente. Perché hanno condotto una vita molto attiva e spesso all’

aria aperta; hanno consumato maggiormente alimenti più grezzi ricchi in fibra (la fibra garantisce quella pulizia intestinale che riduce la possibilità di contrarre neoplasie intestinali); frutta e verdura erano sempre presenti a tavola; le merende erano con cibi naturali non come oggi, con snack ricchi di grassi saturi e zuccheri semplici, quindi ipercaloriche e dannose per la salute”.

Però dobbiamo dire che non tutto si è perso…

“Per garantire sicurezza e qualità dei prodotti ‘dai campi alla tavola’ il nostro governo regionale ha adottato, ormai da qualche anno, le linee guida consigliate dalla Ue, per offrire ai consumatori cibi sani e sicuri”.

Tra le eccellenze della terra marchigiana ricordiamo…

“I cereali (grano tenero, duro o farro), che hanno trovato in laboratori artigianali tecnologicamente avanzati, la produzione di pasta di elevata qualità, con semole di prima scelta e impastata solo con uova fresche naturali e pastorizzate. L’essiccazione della pasta avviene a basse temperature e per un lungo periodo di tempo (18-20 ore) contro le 6-10 ore delle altre paste industriali (Camerino e dintorni). Ciò consente di mantenere ‘in vita’ i sapori delle materie prime. Inoltre una azienda marchigiana ha creato una pasta dietetica che ha lo stesso colore e sapore gradevole della pasta normale di grano duro, nonostante contenga il 15% di fibra alimentare, cioè oltre il doppio di quella integrale scura. Tale pasta è ottenuta al 98% da grano con la sola aggiunta del 2% di inulina (fibra vegetale solubile). L’elevata quantità di fibra solubile ed insolubile contenuta è utile per diabete (come riconosciuto da decreto del Ministero della Salute), sovrappeso, colesterolo e stitichezza. Poi c’è il vino (verdicchio, rosso conero, rosso piceno) che ha delle apprezzabili caratteristiche organolettiche, con spiccate proprietà antiossidanti. Ci sono le olive ricche di proprietà nutrizionali e terapeutiche. L’olio che ne deriva è ricco di vitamine E, A, K, D potenti antiossidanti che combattono l’origine di neoplasie, arteriosclerosi e il processo di invecchiamento. Carni di maiale frutto di allevamenti dove c’è un forte rispetto per i metodi naturali, senza forzare i tempi di crescita, per avere una carne tenera, ricca di proteine e povera in grassi saturi. Il pesce: acciughe, sarde, molluschi e spigole, ricchi in omega tre, acidi grassi con spiccate e riconosciute proprietà antinfiammatorie. Infine le Marche sono tra le regioni che hanno investito di più nella agricoltura biologica: per le proprietà nutrizionali sviluppate nel pieno rispetto della salute dell’uomo, il biologico è entrato anche nelle corsie dei nostri ospedali. Un modello di vita quindi, quello marchigiano, da emulare”.

 

IRdC – Ancona, 2 settembre 2010 –

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