i genitori possono insegnare molto

 

mamma-e-bambiniChe i genitori siano il primo e più importante esempio da seguire è quanto emerge da uno studio, relativamente recente , dell’Istituto delle Tecnologie Alimentari di Chicago. In un incontro alla presenza di moltissimi genitori, si è parlato delle nuove scoperte riguardo a come i bambini scelgono i cibi che vogliono mangiare, quali sono i loro comportamenti alimentari e come  i genitori possono indirizzare i bambini verso “ambienti” alimentari sani che li aiutino a formare queste scelte alimentari.
I sapori dolci come quelli salati, la continuità delle proposte, le porzioni e non per ultimo il comportamento proprio di mamma e papà, sono i fattori chiave che incidono nelle scelte alimentari dei bambini.
Secondo il dott. Adam Drewnowski (CQ), direttore del Centro per la Salute e Nutrizione, professore di epidemiologia presso l’Università di Washington, Seattle “Il processo decisionale dei bambini ha poche dimensioni”. Non sorprende che i bambini abbiano una passione per dolci, biscotti, cioccolato, frutta e succhi di frutta, come per i cibi salati che li saziano: patatine fritte e pizza, ma è l’ambiente, i gruppi, anche di coetanei, che frequentano, la famiglia, e la costante proposta di menù diversi che svolgono un ruolo fondamentale nelle scelte alimentari dei bambini.
E’ dello stesso parere la dott.ssa Jennifer Orlet Fisher, professore presso l’Istituto Nazionale della Salute all’ Università di Philadelphia

I bimbi scelgono quello che conoscono

I bambini non sono così complicati come gli adulti e non fanno scelte alimentari pensando se fanno bene o meno alla salute, la preferenza -continua- ha la meglio su tutto. I bambini mangiano solo quello che a loro piace e lasciano il resto
I suoi studi hanno riscontrato come i bambini amano grassi e zuccheri ma, un po’ a sorpresa, hanno anche evidenziato che per loro la frutta è al primo posto nella lista delle scelte alimentari, seguita dai carboidrati, dalla carne e dalle uova, dai latticini e dalle verdure. Quindi, ha commentato la dottoressa, non c’è da sorprendersi nel constatare che ai bambini “possano piacere dolci o caramelle sui piselli e sulle carote”.abitudini-alimentari

I bambini non amano naturalmente cibi sani. Hanno bisogno di imparare ad apprezzare quei cibi sani “, ha detto la Fisher. “A loro piace anche quello che conoscono.”

Proporre spesso, con una certa continuità gli stessi cibi aiuta i bambini a creare una certa familiarità con gli alimenti e di conseguenza influenzano le loro scelte alimentari; questo spiega anche il motivo per cui molti bambini scelgono ripetutamente determinati cibi, in America ad esempio i preferiti sono i bocconcini di pollo e di formaggio, secondo quanto riporta uno studio svolto su bambini in età prescolare. Le preferenze di gusto sono evidenti subito dopo la nascita; i bambini preferiscono da subito sapori dolci e salati e respingono il gusto amaro e aspro.

E’ da qui che molto spesso nasce la neofobia alimentare, meglio conosciuta come il “mangiatore schizzinoso”, con un picco che va da i due ai sei anni di età, proprio quando iniziano a formarsi le abitudini alimentari. Questa fase critica può essere superata proponendo piccoli assaggi di cibi o, nel caso specifico se si tratta di broccoli, fra i più odiati dai bambini, aggiungendo a questi salse fatte in casa per invogliare e stimolare il bambino.

Una dieta diversificata per le donne incinta

La dott.ssa Fisher raccomanda alle donna incinta e a quelle che allattano di diversificare le diete che hanno una funzione determinante in quanto sono quelle che nutrono il bambino “molto prima che possano assaggiare il loro primo boccone di cibo solido.”
E’ comunque il comportamento dei genitori che deve guidare a scelte alimentari sane ma che siano anche semplici, alimenti naturali senza conservanti, senza coloranti e additivi chimici, accessibili e familiari.

bimbi-in-cucina-test“Quando i bambini guardano gli adulti, cercano più rapidamente nuovi alimenti, e li accettano molto più facilmente se vedono l’adulto particolarmente entusiasta di quanto ha mangiato”, ha detto Fisher. “Quello che invece non funziona è fare pressione ai bambini per mangiare e “corromperli” con il dessert; finiranno ad odiare le verdure ancora di più. ”

I genitori che coinvolgono i figli nella preparazione dei cibi e nell’assaggio, ha detto sempre la dott.ssa Fisher, offrono un’esperienza positiva che educa più facilmente a preferire alimenti sani.

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