L'etichetta-alimentareL’etichetta: saper leggere un prezioso alleato

L’etichetta è sicuramente un mezzo essenziale per il consumatore, ma nonostante questo non è ancora esaustivo, perché per quante informazioni possa fornire, non saranno quasi mai complete.
Non mangiare niente che la tua bisnonna non riconoscerebbe come cibo”. Questa frase di Michael Pollan, autore statunitense del volume In difesa del cibo e di altri libri-inchiesta sull’alimentazione, nella sua essenzialità, sintetizza perfettamente il concetto di tutte le informazioni e notizie che un’etichetta dovrebbe contenere.
La bisnonna, sicuramente, se sollecitata dai commensali alla sua tavola, avrebbe saputo raccontare, di ogni singolo alimento servito, vita morte e miracoli.

L’etichetta narrante

presentata al Salone del gusto di Torino da Slow Food nell’ottobre del 2012, va proprio nella direzione del racconto. Non è una lista di informazioni scarne, slegate l’una dall’altra, con indicazioni scarse, a volte poco comprensibili e poco interessanti per il consumatore, ma una pagina bianca come quella di un libro o di un quaderno, tutta da riempire, in modo descrittivo, perché spesso, le etichette omettono più notizie di quelle che invece danno.CIbimBOadotta
Chi fruisce dei prodotti, quando riempie la sua borsa della spesa si dovrebbe sempre chiedere: “So tutto quello che devo sapere?” Molto spesso si renderà conto che a questa domanda risponderà in modo negativo.
L’etichetta narrante non vuole assolutamente sostituire quella legale, ma offrire al consumatore un approfondimento e una integrazione sull’iter completo della filiera produttiva.

L’etichetta  che aiuta

Tre i requisiti fondamentali per narrare la storia di un alimento: buono, pulito, giusto.
Buono: in questo caso il significato di “buono” va inteso in senso lato, oltre a quello di gustoso e saporito; deve soprattutto essere chiaro il concetto di buona qualità, in altri termini non alterato da additivi di qualsiasi specie (chimici, coloranti, insaporitori ecc) ma che mantiene la sua naturalità. Un “buono” che deve avere un suo valore specifico uguale in tutto il mondo.
il-biologico-volaPulito: nel racconto di tutti i passaggi della filiera agro-alimentare dalla terra, dagli allevamenti alla tavola, è necessario che sia messo in evidenza il rispetto per gli ecosistemi e per la biodiversità, con un appello al fruitore di non sprecare risorse e negli acquisti di optare per una scelta consapevole.
Giusto: è importante che attraverso l’etichetta si sappia che non è stata messa in atto nessuna forma di sfruttamento nei confronti sia di uomini sia di animali, ma che tutti abbiano avuto un’equa retribuzione e un equo trattamento.
In sintesi, le indicazioni di legge sono completate con informazioni circostanziate sui produttori e sulle loro aziende agricole, sui territori di provenienza dei prodotti e su tutte le tecniche utilizzate in ogni settore della produzione, lavorazione e commercializzazione.
Solamente raccontando i prodotti è possibile focalizzarne il valore reale e l’autenticità.
L’etichetta narrante è anche uno stimolo a migliorare sempre più la qualità degli alimenti e a ridurre il più possibile informazioni fumose e mistificanti; il cammino è ancora lungo, ma più si renderà consapevole il consumatore nei suoi acquisti, più privilegerà alimenti qualitativamente alti, sostenendo nel contempo un’agricoltura sana e di conseguenza la conservazione dell’ambiente naturale.

maria-cristina-cantafora

 

 

di M.C. Cantafora

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