Una recente ricerca svolta negli Stati Uniti afferma che la maggior parte dei bambini non pratica sport nonostante ne avrebbero molto bisogno per essere in forma. Purtroppo, usano per molte ore al giorno il computer, i video games ed i telefoni cellulari; non mangiano cibi salutari e non hanno luoghi sicuri dove giocare e tutto questo contribuisce ad aumentare l’obesità infantile. Secondo il Centro di Controllo e Prevenzione per Malattie, oltre 1 terzo degli adolescenti in età scolare superiore non fanno esercizio regolarmente. L’educazione fisica a scuola aiuta i ragazzi a praticare un’attività salutare regolarmente e li educa all’importanza di continuare a restare in forma anche da adulti.
In una dieta, una quantità elevata di zuccheri combinata ad un’elevata quantità di grassi, insieme ad un comportamento di completa inattività ha contribuito ad aumentare il tasso di obesità infantile. Due tipi di diabete, che in passato si verificavano quasi esclusivamente in soggetti adulti, si vedono sempre più spesso apparire in giovani pazienti. Poiché l’obesità è il fattore di maggior rischio per il diabete, ci rendiamo conto di quanto oggi più che mai i bambini rischiano di sviluppare le malattie degli adulti. Il tasso di obesità negli adolescenti, secondo il Centro di Controllo e Prevenzione delle Malattie,  negli anni 1980 e 2000 è triplicato. A causa dell’obesità, sempre più bambini rischiano malattie di cuore, ed il 26% dei bambini tra i 5 ed i 10 anni è sovrappeso, tra questi almeno due rischiano malattie cardiache.
Per questi motivi il Centro di Controllo e Prevenzione Malattie raccomanda che i bambini soprattutto alle elementari facciano durante l’anno scolastico, almeno 150 minuti alla settimana di educazione fisica. Dopo le elementari gli studenti dovrebbero praticare educazione fisica per almeno 225 minuti a settimana. Secondo l’Istituto Superiore della Sanità, da un’indagine condotta dal Centro di Controllo e Prevenzione per Malattie,  è emerso che nel 2007 il 78.3% di scuole negli Stati Uniti propone programmi di educazione fisica. Di questo 78.3% soltanto il 3.8% alle scuole elementari, il 7,9% nelle scuole medie ed il 2,1% nelle scuole superiori rispetta le raccomandazioni del Centro di Controllo e Prevenzione Malattie
Non dobbiamo dimenticare comunque, che l’educazione fisica rappresenta per i ragazzi un’importante occasione per scoprire la competitività ed il lavoro di squadra. Le lezioni che insegnano che per vincere è necessario dare il massimo di se stessi  e come comportarsi nella sconfitta sono estremamente importanti per quando diventeranno adulti, così come giocare e competere negli sports aiuta i ragazzi a puntare l’attenzione su un unico obiettivo ed aumenta la loro sicurezza.
La ragione per cui alcune scuole hanno ridotto le ore di lezione di educazione fisica è perché ritengono che il percorso scolastico verrebbe influenzato negativamente dal tempo trascorso fuori classe.
Comunque, secondo il prof. Stewart G. Trost,   del Dipartimento dell’ALIMENTAZIONE NELLO SPORT dell’Università dell’Oregon, l’attività fisica attualmente aiuta le prestazioni universitarie di uno studente. Il prof. Trost afferma, che su 14 studi pubblicati tra il 1967 ed il 2006 undici hanno asserito  che l’attività fisica migliora le prestazioni accademiche.
Questi studi hanno coinvolto circa 58.000 studenti per analizzare il rapporto tra impegno di studi e sport.

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