filare-uva-particolareL’importanza del clima e del terreno

I territori estremi che definiscono l’area in cui, nell’emisfero settentrionale, la vite può storicamente essere coltivata, vanno dal corso della Loira a Nord al ventesimo parallelo a sud.

Per ciascuna condizione climatica esistono vitigni più o meno adatti, così come per ogni tipologia di terreno.

La vite ha un’adattabilità notevole, ma é fondamentale cercare di mettere la pianta sempre nelle migliori condizioni possibili, per poterne permettere una valida espressione di tutto il suo potenziale.

Nei secoli sono state effettuate numerose ricerche e selezioni e non é a caso, oggi, che si parla di terreni particolarmente votati alla coltivazione di questa pianta o proprio di qualche varietà specifica.
Qui nelle Marche, con il Verdicchio, abbiamo un bellissimo esempio di quanto tutto ciò sia vero.

Inoltre, non sarebbe vantaggioso coltivare una pianta di vite in un clima non idoneo: si andrebbe, infatti, incontro ad un notevole dispendio di energie, percentuale di scarto del prodotto elevata, rischio considerevole di fallimento.

Cos’è il clima?

Con il termine “clima” intendiamo l’insieme di tre fattori: microclima, mesoclima e macroclima.
Si parla di microclima in relazione alle condizioni specifiche dello strato di atmosfera immediatamente circostante ai grappoli ed alle foglie della vite. Queste condizioni sono determinate dalle interazioni tra la coltivazione e l’ambiente.
Il mesoclima affronta la tematica da un punto di vista leggermente più ampio: esposizione al sole, altitudine ed altre prerogative specifiche della zona in cui avviene la coltivazione.
Il macroclima, infine, considera la latitudine, l’influenza esercitata dalle grandi masse d’acqua, dalle pianure e dalle montagne.
I fattori che concorrono alla determinazione del clima sono: la temperatura del terreno e quella dell’aria, la radiazione solare, la durata dell’insolazione, l’umidità dell’aria, l’umidità del suolo, il vento e le eventuali avversità meteorologiche: dalla brina al gelo, dalla nebbia alla siccità.

Scegliere il terreno migliorevigna

Fatte quindi le dovute considerazioni inerenti il clima, passiamo a parlare più specificatamente del terreno: quello migliore per la coltivazione della vite é aerato, permeabile ed asciutto.
L’ubicazione ideale di un terreno sul quale coltivare la vite é la collina: il pendio, infatti, permette alle acque piovane di essere smaltite in poco tempo, senza dannosi ristagni attorno alle radici.
Una composizione ottimale del terreno é quella che prevede un fondo sabbioso ed una composizione calcarea o silicea.
Altra condizione auspicabile é che esso non sia troppo acido e che vi siano presenti una quantità significativa di potassio ed azoto.
Altro elemento da considerare attentamente é l’esposizione alla luce: é importante che vi sia una buona luminosità durante le ore di luce e che la zona attorno ai filari sia ben areata, per consentire una migliore fecondazione dei fiori ed impedire la formazione di muffe sui grappoli.

Fatte tutte queste considerazioni, quindi, non resta che procedere all’impianto del vigneto. Tra gli interventi preliminari all’impianto del vigneto ed alla messa in posa delle barbatelle, però, il primo é lo scasso: l’aratura del terreno per una profondità di poco inferiore al metro. Il periodo migliore per lavorare la terra é l’estate, spingendosi al massimo verso i primi giorni dell’autunno.
La terra rivoltata deve riposare alcuni giorni e poi essere concimata; a questo punto, si andrà a ricomporre il terreno, ripartendolo per filari.
Tra un filare e l’altro deve trovarsi un corridoio abbastanza spazioso da consentire il passaggio degli attrezzi e delle macchine necessarie per svolgere le operazioni ordinarie e straordinarie.

Chiaramente con questo articolo non si ha la pretesa di soddisfare in maniera approfondita tutti i temi che potrebbero essere sviluppati parlando di terreno e clima, tuttavia ci sembrava opportuno fornire alcuni elementi di base su questi argomenti.

Clima e terreno costituiscono due delle componenti che vanno a dar vita al concetto di “terroir” di cui tanto, e spesso a sproposito, sentiamo parlare.

Un prodotto “tipico”, come il vino, infatti, é la risultante della sua base genetica, della zona di coltivazione (le cui caratteristiche sono determinate dal clima e dal terreno) e, soprattutto, dalla mano dell’uomo.

Nelle prossime puntate andremo a trattare ancora tanti altri aspetti che caratterizzano il mondo di questo prodotto così ricco ed affascinante.

Restate connessi!

Dott. Raffaello De Crescenzo

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