bimbo-obeso-e1295362623587Perché l’obesità è un pericolo?

L’obesità è un tema sempre al centro dell’attenzione perché è una delle malattie più pericolose e più diffuse nel mondo. Secondo importanti studi, il bambino dopo l’anno di età è ormai in grado di masticare e di arricchire e variare sempre più l’alimentazione. La dieta dei più piccoli quindi, è fondamentale per una normale crescita, per prevenire malattie croniche e per acquisire uno stile alimentare sano che si porterà avanti per tutta la vita e l’aiuto di un pediatra è fondamentale per fare scelte appropriate. Secondo l’OMS, proprio in questa fase di vita i genitori dovrebbero incoraggiare i figli piccoli ad assaggiare cibi diversi, a masticare il cibo ripetutamente e con calma, insegnando l’abitudine a consumare pasti a orari regolari, seduti a tavola.
Il bambino, educato a nutrirsi in modo sano, vario e bilanciato sarà tendenzialmente un adulto dalle buone abitudini alimentari, eviterà prodotti che abbiano conservanti, coloranti, grassi saturi e troppi zuccheri che favoriscono l’obesità e si orienterà più su cibi integrali e salutari.

Sul problema dell’obesità infantile l’Organizzazione Mondiale della Sanità, veglia con particolare preoccupazione;  per questa ragione spinge famiglie, scuola, Istituzioni  ad educare i bambini a una sana alimentazione fin dai primi anni di vita denunciando che i dati rivelati nel 2011: ” oltre 40 milioni di bambini con meno di 5 anni  in sovrappeso” attualmente, non sono assolutamente più confortanti.  “L’Oms ha preso in considerazione i dati e redatto i profili di 53 Stati e i giovani italiani non brillano sulla bilancia, nonostante la dieta mediterranea. All’età di 8 anni è in sovrappeso quasi un maschietto su due, il 49%, la situazione migliora leggermente per le ragazzine, dove il 42,5% porta taglie abbondanti. Il 26,6% dei bimbi e il 17,3% delle bimbe raggiunge addirittura la soglia dell’obesità” (dato riportato nell’articolo di Rainews il 21 febbraio 2014)
Una responsabilità notevole dell’obesità ribadisce l’OMS, hanno in questo senso la famiglia, l’asilo e la scuola, dove il piccolo trascorre molte ore della giornata.

In questa fascia di età, le linee guida del Ministero della Salute raccomandano una quota calorica di circa 100 calorie al giorno per ogni chilogrammo di peso, da distribuire in cinque pasti (oltre ai tre principali, è consigliabile aggiungere due spuntini a metà mattina e a metà pomeriggio, che facciano fronte ai bisogni nutritivi e che spezzino il digiuno, senza portare, però, a un eccessivo introito di calorie).

Perché è importante la colazione?

Perché interrompe il periodo di digiuno più lungo e permette al bambino di affrontare non solo la mattinata, ma tutta la giornata, con le necessarie energie. Consumare la colazione seduti con alimenti equilibrati (cereali, latte, marmellata, se è possibile anche frutta) deve essere un’abitudine da conservare in età scolastica e poi in età adulta.
È ormai accertato che la prevalenza di obesità è minore tra i bambini che consumano regolarmente la prima colazione rispetto a chi la salta.

E a 12 anni?

I bambini fino ai 12 anni hanno necessità nutrizionali più particolari perché hanno più bisogno di energia e nutrienti, in rapporto al peso, rispetto a quello degli adulti.  Per evitare l’obesità è fondamentale che la dieta sia varia, ricca e abbia un alto contenuto di frutta e ortaggi. La carne va alternata al pesce (in totale tre o quattro volte a settimana) ma è bene anche introdurre proteine di origine vegetale (fornite dai legumi), almeno due volte a settimana.
Fondamentale è inoltre l’apporto di vitamine (soprattutto la C, la D e il complesso B) e sali minerali (soprattutto calcio, ferro e iodio, quest’ultimo anche mediante l’uso di sale iodato).

Nonostante recenti studi abbiano rivelato i benefici della cioccolata, per evitare l’obesità è bene limitarne il consumo eccessivo soprattutto di cioccolata e barrette (industriali ricche di zuccheri), come anche di salumi, patatine fritte, caramelle e altri dolci confezionati e bevande zuccherate e/o gassate, così come i cibi a elevato contenuto calorico, grassi saturi, sale e zuccheri semplici e poveri di fibra e vitamine.

È inoltre importante che i bambini eseguano attività fisica almeno un’ora al giorno, anche solo correndo e giocando, e che non trascorrano troppo tempo della loro giornata in attività sedentarie (computer, videogiochi, giochi da tavolo); l’obesità è causa anche di una vita troppo pigra, troppo sedentaria.

Per gli adolescenti?

L’adolescenza e la pubertà (dagli 11 anni circa) sono momenti decisivi nella vita di ciascuno: bimba-obesail corpo cresce rapidamente e si registrano importanti cambiamenti ormonali e fisiologici. Di pari passo cambia il fabbisogno di sostanze nutritive.  Aumenta la necessità di proteine, ferro, calcio, vitamine A, C e D. Il regime dietetico, dunque dovrà prestare particolare attenzione a un corretto consumo degli alimenti che contengono questi nutrienti, ma va anche considerato che grazie alla sua maggiore autonomia e alle sollecitazioni che gli arrivano dall’esterno (coetanei, pubblicità, eccetera), l’adolescente può essere portato, a consumare frequentemente prodotti alimentari nei fast food e nei bar: bevande zuccherate e cibi gustosi e “alla moda” ma ricchi di calorie, sale e grassi saturi. Educare a un consumo saltuario di alimenti di questo tipo è un passo significativo verso l’adozione di comportamenti salutari che aiutano ad evitare l’obesità.

In questo periodo della vita, l’obesità comincia ad essere anche un problema estetico, che spesso sviluppa in problemi comportamentali, psicologici. Per gli adolescenti è fondamentale è abbinare una dieta sana all’attività fisica, specie in un’età critica come l’adolescenza in cui, non a caso, possono manifestarsi disturbi del comportamento alimentare quali anoressia e bulimia. Per aiutare preadolescenti e adolescenti nella conquista e nel mantenimento di corrette abitudini alimentari, andrebbero valutati anche programmi educativi idonei e, ove possibile, l’inserimento dell’educazione alimentare nei programmi scolastici

Perché l’obesità è una malattia?

Più del 60% dei bambini in sovrappeso prima della pubertà, lo sarà anche durante l’età adulta. Ciò comporta un onere per il Servizio Sanitario Nazionale, in quanto l’obesità è un fattore predisponente per le patologie cronico-degenerative non trasmissibili e per l’aumento, quindi, del numero di accessi al SSN e di prestazioni sanitarie in età adulta.

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