400 mila piccoli nel nostro Paese…

 

Obesità infantile 

 

Finalmente i Pediatri si esprimono (ma sarebbe anche il caso di cominciare a fare qualcosa!).

Ho letto un articoletto ultimamente, secondo cui i Pediatri italiani, nel corso degli Stati Generali della Pediatria organizzati dalla Società Italiana di Pediatria che si sono tenuti sabato 17 novembre 2012 in contemporanea in 12 regioni italiane e in cui si è discusso di “Nutrizione e Salute dal bambino all’adulto”, hanno lanciato quest’allarme: “l’obesità infantile è in aumento!”.
file000585982062Il problema dell’obesità colpisce 400 mila piccoli abitanti del nostro Paese (si dice che sia circa il 10% della popolazione infantile, n.d.r.). Addirittura sembra che in Italia, particolarmente in alcune regioni – del sud – il problema sia più grave della media europea.

 

L’obesità, non da oggi, è un vero problema di salute pubblica.

Ci costa milioni e milioni di euro in spese sanitarie, se teniamo conto che una buona percentuale di queste è dovuta a patologie correlate all’obesità, alla sedentarietà e al consumo di cibi nocivi per il nostro metabolismo.

 

Ma, a parte la questione economica, occorre tenere presente che un bambino obeso ha molte probabilità di rimanere obeso per tutta la vita. Naturalmente, questo stato può essere fonte di disagi immensi per lui e per la sua salute!

 

L’obesità può essere prevenuta o – invece – causata fin dal concepimento. Importante è l’ambiente in cui il feto si sviluppa nel ventre materno: le abitudini alimentari e, di conseguenza, il metabolismo glucidico e lipidico della mamma, durante la gravidanza e l’allattamento, sono davvero determinanti, fornendo segnali in direzione di un più o meno efficiente metabolismo, di un maggiore o minore controllo della glicemia e anche della produzione degli ormoni che controllano fame e sazietà.

 

A tal proposito la Società italiana di pediatria ha fornito suggerimenti utili da adottare per prevenire sovrappeso e obesità fin dai primi anni di vita del bambino.

Andiamo a leggerli:

1. Allattamento esclusivo al seno sino a sei mesi (quindi, quando lo stesso pediatra consiglierà di “integrare” con latte artificiale, cosa bisognerà rispondergli? NO);
2. No all’eccesso di proteine nei primi due anni di vita (quindi, NO agli omogeneizzati di carne del commercio: è evidente che con quelle pappe il bambino, in men che non si dica, ingurgita – senza faticare o percepire sazietà (spesso si ingozzano) – una dose importante di proteine animali);
3. Controllare l’accrescimento del lattante con visite periodiche dal pediatra tenendo presente che un’eccessiva velocità di crescita è un fattore di rischio per l’obesità in età adulta (Ma non era sempre il Pediatra, in occasione della visita, ad allertare la mamma sul fatto che “il bambino è cresciuto troppo poco, bisogna integrare con latte artificiale!”?)
4. Non trascurare l’importanza del sonno (sono necessarie 14-16 ore nell’arco della giornata per il lattante; 12-14 ore da 1 a 3 anni; 11-12 ore nell’infanzia e 9-10 adolescenza)
5. No alla televisione prima dei due anni, e dopo limitare il tempo passato davanti allo schermo (Tv o computer) al massimo a due ore al giorno e mai in camera da letto
6. Dai 5 anni in poi attività fisica (compreso camminare, andare a scuola a piedi) per 60 minuti al giorno.

 

Su questi ultimi 3 punti non ho osservazioni polemiche da fare.

 

Dott. Valerio Rizzo

biologo nutrizionista

www.mangiaremeglio.it

 

Prendo in carico bambini e famiglie con problemi di sovrappeso o obesità.

Ricevo a Padova, Pesaro, Rimini e Senigallia

Consulenze online, anche: dieta per gravidanza e allattamento

 

Fin da ora sono disponibile per colloqui – anche a distanza – via Skype per risolvere i vostri problemi legati alle abitudini alimentari

vedi al sito: www.mangiaremeglio.it

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