Parlare di corrette abitudini alimentari è molto diverso dal parlare di nutrizione. E’ questo il motivo che ha spinto la sociologa americana Dina Rose a scrivere un libro dal titolo:

http://www.dreamstime.com/-image7689236Non si tratta di broccoli: tre abitudini da insegnare ai vostri figli per mangiare in modo sano.

La ventata di freschezza e novità portata dalla dottoressa in un campo generalmente riservato a cuochi, chef e dietisti, ha messo a fuoco un’importante “scoperta” per insegnare ai propri figli una corretta educazione.

L’esperienza famigliare, la morte della mamma a 65 anni,  che aveva raggiunto il peso di circa 135 kg e non era mai stata obesa in precedenza anche se costretta a continue attenzioni , mentre era in dolce attesa, ha  spinto la dottoressa  Rose a cercare il modo perché sua figlia avesse una “vita alimentare” migliore e la domanda, quasi ossessionante: “come si fa ad insegnare ai bambini a mangiare in modo giusto, corretto? ” trovò finalmente una risposta.

La sua specialità professionale la portava naturalmente ad osservare l’atteggiamento dei genitori più che l’alimentazione in se e questo le permise di scoprire qualcosa che non era facile intuire:  più i genitori si concentrano sulla nutrizione più i bambini reagiscono in modo negativo.

Da questa affermazione ne deriva che in una fase iniziale il problema della malnutrizione deriva dalle abitudini che i genitori danno ai loro figli, perché i bambini mangiano quello che viene dato loro dai genitori.

Se una parte dei dietisti americani ha accolto la notizia con perplessità un’altra  buona parte non solo ha capito  questo concetto, ma addirittura chiamano questo approccio “il futuro” ed ha  capito che è importante concentrarsi  su principi di proporzione, varietà e moderazione. Il pass per imparare sane abitudini alimentari. Il libro è scritto principalmente per i genitori dei bambini della scuola primaria, ma va bene per tutte le età, perché tutti mangiamo.  Sicuramente volendo cambiare abitudini e avendo figli già grandi, il metodo migliore consigliato dalla dottoressa è affrontare i problemi con loro parlandone molto e studiando insieme delle strategie insieme.

I bambini potranno anche non essere d’accordo, continua, come avviene tutte le volte che viene insegnato loro qualcosa, come lavarsi i denti ad esempio, ma è importante insistere e far capire loro il motivo di quello che  si vuole insegnare.giustattitudine

A questo punto, dopo aver  eliminato attriti e creato un dialogo è molto più facile decidere insieme  gli orari  dei pasti e degli spuntini e quali alimenti mangiare.  E’ un percorso da fare passo dopo passo, portando con molta pazienza il bambino a cambiare.

Può a accadere che all’interno di una famiglia ci sia un bambino che segue  più volentieri o facilmente le corrette abitudini alimentari e un altro no. In questo caso sono i genitori che devono prendere delle decisioni più severe  su cosa e quando mangiare, sempre cercando  di capire però,  quello che serve ad  ogni bambino per imparare a mangiare in modo corretto. Non tutti i bambini sono uguali ma cercando di assumere degli atteggiamenti  semplici ed imparziali si possono spiegare ragioni e differenze provando a far capire che c’è il momento giusto per ogni cosa, che non sempre può piacere quello che si mangia ma che è anche giusto essere educati. Il processo è lento e continuo e se non da frutti, secondo la sociologa americana i motivi posso essere due: o si sta chiedendo troppo al bambino, quindi è meglio ridimensionare le proprie aspettative o, l’atteggiamento usato non è coerente. Prima di costringere un bambino a mangiare le verdure a forza di sgomitate,  cerchiamo di fargli capire che cos’è una porzione, che deve imparare a mangiare più cose dai sapori e dalle consistenze diverse e soprattutto che non sarà costretto a mangiare quello che non vuole mangiare, ricordando che i piccoli passi sono sempre i più facili e più sicuri verso il successo .

 

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